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L’impatto dei Cambiamenti Climatici Sull’Aviazione e sull’ Economia

Fernando Pinto
Presidente Esecutivo della TAP

Lo stato dell’aviazione

Negli ultimi decenni, la significativa crescita economica non ha tenuto conto dei necessari accorgimenti per la salvaguardia del nostro pianeta, in modo da armonizzare le necessità della crescita e l’obbligo di preservare l’ambiente. Il risultato è che la comunità internazionale deve oggi far fronte alla necessità di adottare misure che evitino l’aggravarsi delle condizioni climatiche o che ripristino almeno in parte la situazione precedente.

In questo contesto, il futuro dell’economia dipende, in gran parte, dalla capacità che il potere politico e gli attori economici e sociali dimostreranno nell’adozione di cambiamenti comportamentali profondi, tali da corrispondere agli obblighi nei riguardi delle generazioni future.

L’aviazione è, per la sua crescente importanza, un settore di attività al centro delle attenzioni, fatto che giustifica un approfondimento degli studi e del dibattito su tale materia per far conoscere la nostra posizione in questo contesto.

Prima di tutto, è importante sottolineare alcuni dati:

Il settore del  trasporto aereo rappresenta oggi l’8 % del PIL mondiale, con significativi vantaggi economici e sociali in tutti i paesi, in quanto mantiene 29 milioni di posti di lavoro, 4,4 dei quali solo nell’Unione Europea.

Per quanto riguarda il trasporto di passeggeri, la sua importanza è sempre maggiore, come rivela il tasso di crescita, di regola superiore al tasso di crescita dell’economia.

Riguardo alle merci, il trasporto aereo assicura, a livello mondiale, il 40% (in valore) dei carichi trasportati.

Per le sue caratteristiche, il trasporto aereo svolge ancora una funzione solidale tra le regioni, permettendo l’accesso, quasi in esclusiva, a zone isolate, come le zone insulari o periferiche.

Nonostante sia assolutamente indispensabile accelerare l’utilizzo di fonti energetiche alternative, il petrolio svolge ancora oggi una funzione determinante nel trasporto aereo; ciò può indurre a errori di valutazione dell’incidenza di questo tipo di trasporto sul totale delle emissioni di CO2.

Le cifre reali, però, sono illuminanti. Nell’Europa dei 25, l’aviazione è responsabile solo del 3% del totale delle emissioni, mentre il trasporto ferroviario del 15%, la produzione di energia e calore del 39% e l’industria del 15%.

Questi dati non significano, ovviamente, che il settore non ha obblighi, in quanto i problemi del nostro pianeta hanno raggiunto una dimensione talmente grave che nessuno sforzo può essere considerato eccessivo.

Siamo coscienti anche del fatto che il trasporto aereo è bersaglio di una domanda crescente, che corrisponde a un aumento globale del traffico del 5% l’anno, cosa che ci spinge ad aumentare i nostri sforzi per migliorare l’efficienza e continuare a limitare le emissioni di CO2.

Ma non è una novità questo sforzo della nostra industria per migliorare l’efficienza e rispettare l’ambiente. Soprattutto attraverso un rinnovamento e un miglioramento costante della performance degli aeromobili, negli ultimi 40 anni l’industria ha ridotto l’inquinamento acustico del 75%, aumentando, al contempo, l’efficienza energetica del 70%, 4,8% del quale solo negli ultimi due anni.

Prospettive per il futuro

Con l’intensificazione degli sforzi per il miglioramento dell’efficienza ci aspettiamo risparmi fino al 25% sul consumo di combustibile e, di conseguenza, sulle emissioni di CO2 fino al 2020, valore raggiunto tra il 1996 e il 2006.

È vero che con questi miglioramenti l’industria contribuisce al rispetto dell’ambiente e riesce a raggiungere anche un altro obiettivo, vale a dire ridurre drasticamente i costi, fatto che incide sulla riduzione delle tariffe applicate ai passeggeri.

Non è prevedibile una riduzione significativa della dipendenza dai combustibili fossili, che continueranno a essere predominanti a breve termine. Ma è già possibile prevedere che, entro 10 anni, si riuscirà a sostituire il 10% del fuel con combustibili alternativi.

E, d’accordo con le aspettative realistiche, possiamo promettere per la metà del secolo l’introduzione di aerei a carbonio “zero” o totalmente alimentati da energie rinnovabili.

Il miglioramento delle infrastrutture, quali aeroporti e strutture legate alle rotte aeronautiche, sarà ugualmente efficace a tali scopi.

Infatti, la crescita del traffico obbliga oggi tutti i paesi a pensare ai propri aeroporti e alla necessità di adattarli o di procedere alla costruzione di nuove infrastrutture. Chi si attarda non solo riduce la propria funzione nell’adozione di misure di protezione ambientale, ma perde anche “il treno” (si perdoni l’espressione) verso il miglioramento dei livelli di efficienza capaci di garantire una buona redditività.

Nell’ambito del traffico aereo, settore in cui l’Association of European Airlines (AEA) reclama da molto tempo l’implementazione del Single European Sky, si stima che il 12% delle emissioni di CO2 siano associate a inefficienze della gestione del traffico aereo. Con i cambiamenti pretesi dalla AEA, si potrà avere una riduzione del 6% nel 2012, vale a dire l’eliminazione di 35 milioni di tonnellate di CO2.

La situazione del Portogallo e della TAP

Ho preso in esame nella prima parte di questo articolo le prospettive dell’industria, trasmesse dalle principali associazioni rappresentative del settore, in particolare dalla International Air Transport Association (IATA) e dalla AEA. Passerò adesso ad alcune considerazioni sulla situazione in Portogallo, e in particolare sulla TAP, compagnia aerea nazionale di riferimento.

D’accordo con gli orientamenti generali raccomandati per il settore e con la sua politica, la risposta della TAP alle sfide lanciate dai cambiamenti climatici, obbedisce ai principi di sotto elencati.

Per raggiungere i suoi obiettivi, la TAP ha definito un insieme di principi guida così sintetizzati:

- Utilizzo di pratiche e tecnologie eco-efficienti, in grado di conciliare la crescita della compagnia con la protezione dell’ambiente;

- Promozione di un miglioramento costante, basato sul consolidamento della coscienza ambientale sia nei lavoratori che nei fornitori;

- Adozione di principi di qualità ambientale in tutte le attività della compagnia;

- Rispetto del Environmental Commitment della Star Alliance e dell’UN Global Compact.

Solo come prova del riconoscimento internazionale del lavoro svolto dalla TAP in materia, segnalo che la compagnia è stata scelta per l’ organismo specifico della IATA per le questioni dell’ambiente, costituito da un gruppo ristretto di compagnie aeree.

D’accordo con questi principi, la TAP ha messo il suo impegno  in queste azioni:

1. Miglioramento dell’efficienza energetica e operativa. Si noti, a questo proposito, che il progetto Fuel Conservation implementato dalla compagnia nel 2005, ha ottenuto come risultato pratico una riduzione di CO2 per un totale di 26mila tonnellate fino alla fine del 2006;

2. Rinnovamento della flotta, in particolare quella di lungo raggio, in quanto quella di medio raggio non prevede ancora sviluppi che presentino significativi miglioramenti dell’efficienza.

Nei prossimi mesi si procederà alla sostituzione graduale degli aerei A310 con moderni A330, garantendo così un risparmio del 20% del combustibile. Tra circa 5 anni, sarà la volta degli A340 e, in seguito, degli A330, che saranno sostituiti da apparecchi di nuovissima generazione, garantendo lo stesso risparmio.

3. Miglioramento del load factor medio, che permetterà trasportare un maggior numero di passeggeri con gli stessi aeromobili.

In linea con quanto già riferito, il nuovo Aeroporto di Lisbona sarà un tassello fondamentale nella lotta per diminuire gli effetti dei cambiamenti climatici. Aeroporti più efficienti consentono di migliorare l’operazione e di ridurre i tempi di attesa degli aeromobili, quindi di conseguenza, anche dei volumi di combustibile consumato.

Bisogna segnalare - fatto ugualmente importante per il futuro del trasporto aereo in Portogallo – che la (rapida) decisione e costruzione del nuovo aeroporto permetterà alle compagnie di offrire un prodotto di migliore qualità (impossibile oggi), valorizzando, così, il ruolo strategico di questa infrastruttura nel panorama europeo.

Il futuro dell’attività economia nazionale legata alle esportazioni (sia di persone che di merci) sempre più importanti attualmente, dipende, in buona parte, dalla costruzione di un nuovo aeroporto che garantisca i necessari livelli di efficienza e di crescita del traffico.

Riflettendo sull’importanza della prevenzione dei cambiamenti climatici, mi sono preoccupato di indicare alcuni aspetti che sono oggi prioritari per uno sviluppo sano del trasporto aereo.

Spero di aver contribuito a rafforzare la coscienza che queste questioni sono strettamente legate al futuro dell’economia.